I CORSI DI PREPARAZIONE AL PARTO

Il parto è doloroso. Fortunatamente, la donna tiene la mano dell’uomo. Così lui soffre meno.

(Pierre Desproges)

Più si avvicina la fatidica data, più le nostre paure tendono ad aumentare. Non esiste il parto ideale, comunque venga effettuato, è DOLOROSO
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Tutto sta nel riuscire a non opporre troppa resistenza per non affaticare il bambino e sopratutto auguriamoci di trovare una buona assistenza. In quasi tutti gli ospedali esistono i "corsi di preparazione al parto"  e vale la pena frequentarli in quanto ci aiutano moltissimo durante il travaglio.
Molti studi sono stati effettuati per ricercare delle tecniche che potessero alleviare il dolore, sopratutto durante il travaglio, quindi oggi possiamo parlare di diversi metodi naturali per partorire.


Il metodo Read che si affermò dopo la seconda guerra mondiale, è quello secondo il quale la paura ha un grosso ruolo nella "costruzione del dolore". Ansia, scarsa informazione, mancanza di preparazione, provocano delle reazioni inconsulte, contrazioni muscolari e posizioni non adatte. Innanzitutto, alla base di questo metodo c'è una adeguata informazione, che unendosi a delle tecniche di suggestione, inducono la partoriente a rilassarsi.  Con una serie di esercizi di contrazione e decontrazione di alcuni gruppi muscolari uniti alla "chinesiterapia" (terapia del movimento), il parto diveniva più facile. Le indicazioni  proposte da questo metodo sono tutt'ora utilizzate nei corsi di preparazione al parto anche se sono ormai superate da tecniche più moderne.
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La Psicoprofilassi al parto, metodo inventato da Lamaze, un ostetrico di Parigi, propone una prevenzione del dolore tramite la psicologia.  Lamaze suggeriva alla partoriente di reagire alle contrazioni uterine attuando delle apposite tecniche di respirazione; in pratica la donna focalizza la sua attenzione sulla respirazione in modo tale da percepire meno il dolore.  La preparazione parte dal settimo mese con esercizi di tipo respiratorio e altri che servono invece ad ottenere un buon rilassamento muscolare, indispensabile durante il travaglio. Le maggiori critiche a questo metodo, sono l'uso di una respirazione accelerata che non migliora l'ossigenazione ma la diminuisce provocando disturbi come vertigini e formicolio in tutto il corpo.

Un altro metodo che si è sperimentato in passato come preparazione al parto è l'ipnosi. Oggi questa tecnica è caduta in disuso sia perché ne trae giovamento solo il 20% delle donne (devi essere psicologicamente predisposta), sia perché risulta "abbastanza costosa", essendo indispensabile l'uso di un terapista.

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento che viene utilizzata nelle strutture ospedaliere come preparazione al parto. Durante i vari incontri, vengono insegnate tutte le tecniche per avere il controllo della respirazione. Il respiro diventa più ampio mentre diminuiscono la frequenza degli atti respiratori (come avviene nel sonno). In questo modo, gli stimoli provenienti dal proprio corpo e dall'esterno sono scarsamente recepiti e ci si concentra sulla respirazione raggiungendo uno stato di calma ideale per il parto.  Durante il training Autogeno Respiratorio costituito di solito da 8/10 incontri si apprendono tutte le informazioni sul travaglio inserendo dei colloqui con il pediatra, ostetrica e ginecologo.

Un  altro metodo poco conosciuto è la "vegetoterapia" che cerca  di acquisire coscienza del proprio corpo allentando le tensioni psichiche.  Durante gli incontri, ogni gestante evidenza le sue tensioni, che poi si cerca di scaricare attraverso vari esercizi sopratutto respiratori. L'obbiettivo di questo metodo è arrivare all'ultimo mese di gravidanza con una graduale dilatazione del collo uterino (fino a 4 cm) senza che ciò comporti un parto prematuro.

Anche l'agopuntura viene praticata come "cura" per i dolori del parto, ma bisogna rivolgersi da un'ostetrica molto preparata. Infatti, non ci sono dati certi riguardo l'efficacia di questo metodo, secondo alcuni studi tende ad accorciare i tempi del travaglio.
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Yoga e Pilates sono due tecniche che vengono usate, spesso, negli ospedali come esercizi di preparazione al parto. Infatti queste due "discipline" aiutano la gestante ad estendere ai "limiti massimi" muscoli ed articolazioni, rendendo il suo corpo flessibile ed agile. Sopratutto con lo Yoga, si impara a "respirare" ottenendo benefici sul sistema nervoso, che rilassandosi permette di vivere meglio il "trauma" del travaglio. Il pilates invece, coinvolge tutto il corpo cercando di avere un maggiore controllo della postura e dell'equilibrio. Serve sopratutto per prevenire dolori alla schiena e massimizzare la fluidità dei movimenti.

La preparazione è un aspetto fondamentale della gravidanza, Non trascuratela!
L'ospedale o la clinica di riferimento, ha il personale qualificato (ostetriche, psicologhe, pediatri, ecc.) in grado di offrire competenze ed esperienze ed anche di soddisfare ogni nostra legittima curiosità o timore.

Il mio consiglio e quello di molti ginecologi è quello di effettuare durante tutta la gravidanza un'adeguata attività fisica.
Buon esercizio a tutte !